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Archive for giugno 2009

La Corte di Cassazione civile, sez. lavoro con la sentenza 11.09.2008 n. 22858, torna ad occuparsi del mobbing precisando che caratterizzano questo comportamento la sua protrazione nel tempo attraverso una pluralità di atti, la volontà che lo sorregge (diretta alla persecuzione od all’emarginazione del dipendente) e la conseguente lesione, attuata sul piano professionale o sessuale o morale o psicologico o fisico. Lo specifico intento che sorregge il mobbing e la sua protrazione nel tempo lo distinguono da singoli atti illegittimi. Fondamento dell’illegittimità è l’obbligo datoriale di adottare le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale del prestatore. Da ciò, la responsabilità del datore anche ove (pur in assenza d’un suo specifico intento lesivo) il comportamento materiale sia posto in essere da altro dipendente. La responsabilità del datore (ove il comportamento sia direttamente riferibile ad altri dipendenti aziendali) può discendere da colpevole inerzia nella rimozione del fatto lesivo. Per la protrazione del comportamento nel tempo nonché per l’unitarietà dell’intento lesivo, è necessario che da un canto si dia rilievo ad ogni singolo elemento in cui il comportamento si manifesta (assumendo rilievo anche la soggettiva angolazione del comportamento, come costruito e destinato ad essere percepito dal lavoratore) e, d’altro canto, è necessario che i singoli elementi siano poi oggetto d’una valutazione non limitata al piano atomistico, bensì elevata al fatto nella sua complessità e nella sua unitarietà.

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La Corte di Cassazione, con sentenza 1942/90 e 4940/04 ha accolto il
ricorso di un lavoratore in merito alla reperibilità durante il periodo
di malattia, stabilendo che l’obbligo di reperibilità nelle fasce orarie
8.00-13.00 e 14.00-20.00 previste dalla normativa, vale esclusivamente
sino al verificarsi della visita fiscale, dopodiché il dipendente è
libero di uscire avendo come unico obbligo quello di curarsi seguendo le
indicazioni del medico.
La Corte ha sottolineato inoltre che l’accertamento fiscale dello stato
di malattia debba essere eseguito nel più breve tempo possibile, al fine
di rendere meno gravose le limitazioni imposte al dipendente.
Abbiamo pertanto chiesto all’Amministrazione
una verifica di tali sentenze e della loro applicabilità e, nel caso
tali disposizioni fossero applicabili, di dare opportuni
chiarimenti al Personale interessato.
Per ulteriori approfondimenti:

http://www.iniziativa.info/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=5345
http://www.comuni.it/servizi/forumbb/viewtopic.php?t=59798
http://www.funzionepubblica.it/ministro/rassegna/pdf/e548.pdf

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